SALUTO AL SOLE E VARIANTI SPIEGATE PASSO PASSO (seconda parte)

NATURAL MOVEMENT
IL TEMPIO
Title
Vai ai contenuti

SALUTO AL SOLE E VARIANTI SPIEGATE PASSO PASSO (seconda parte)

Nuovo Progetto
Pubblicato da Roberta Truppi in Yoga · 15 Settembre 2022
Tags: yoga;praticayoga;salutoalsole;vinyasa;yogadinamico;

SALUTO AL SOLE E VARIANTI SPIEGATE PASSO PASSO
(second part)


Avete praticato le prime due versioni del Saluto al Sole e ora volete scoprire la terza?
Eccovi accontentati:  

Versione più dinamica dell Ashtanga Yoga: Saluto al Sole B (CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO DEL SALUTO AL SOLE B)

Il ritmo è in accelerazione, il respiro è più potente, si esegue un pranayama chiamato Ujjayi, (si inspira portando la glottide verso l’interno a creare un avvallamento e si riempie l’addome, poi ri riporta la glottide in posizione neutra e si comprime l’addome.) Si inizia in piedi con le mani lungo i fianchi, prendendo coscienza del proprio corpo, percependo il respiro e distribuendo i pesi in maniera omogenea nel corpo. Con gli occhi chiusi ascoltate il peso nelle gambe, nei piedi, sentite tutto il corpo e cercate una stabilità, non dovete sentirvi oscillare. Poi aprite gli occhi ed entrate Tadasana. In piedi con i piedi uniti o alla larghezza dei fianchi. Piedi, gambe, braccia e mani attivi.  Inspirate se siete Cielo, espirate se siete Terra.
Urdhva Hastasana: alzate le braccia sopra la testa ed estendete la parte superiore della schiena, aprendo il petto e osservate lo spazio tra le mani.  
Uttanasana: flessione con il corpo in avanti a partire dal movimento del bacino. Portate il naso alle ginocchia, i glutei verso l’alto e le mani ai lati dei piedi. Piegate le ginocchia se necessario. Respirate.
Urdhva Uttanasana – Guardate in avanti e portate la schiena parallela al suolo. continuate a respirare.
Chaturanga: postura della tavola o piano inclinato.
Respirando piegate i gomiti verso l’interno, vicini al corpo a formare un angolo di 90 gradi. Inizialmente chiudete petto e comprimete l’addome, portando il bacino in retroversione, poi fate scorrere i fianchi e aprendo il bacino scivolate in avanti portando la testa verso l’alto. Petto e spalle aperte, attivate ora le mani contro il pavimento per appoggiarvi all'indietro e guardate verso l’alto, entrando nel cane a faccia in su o nel cobra (Urdhva Mukha Svanasana o Bhujangasana).
Reirate e ancora focalizzate l’intenzione al movimento delle anche, il bacino va in anteroversione, sollevate i fianchi rivolti verso l'ombelico (adho mukha svanasana o cane a faccia in giù).
Dopo aver stabilizzato la postura, muovete nuovamente il bacino, come a creare un’onda che vi spinge in avanti, chiudete le anche, sollevate la gamba destra e  posizionalo in avanti tra le mani mentre appoggiate l'altro piede sul tappetino a 45 gradi. I talloni sono in linea, ruotate il bacino frontalmente rispetto alla gamba destra e sollevate le braccia con le mani in preghiera sopra la testa, guardate verso l’alto.(posizione virabhadrasana o guerriero I). Attenzione a non inarcare troppo la schiena, mantenete sempre la perpendicolare con il bacino.
Tornate a chaturanga allungando di nuovo le gambe e piegando le braccia respirate e tornate a urdhva mukha svanasana, scivolando con i fianchi, riuscendo ad espandere il petto. Inarcate la schiena guardando il Cielo.
Tornate nel Cane a testa in giù respirate di nuovo.
E ora muovete l'altra gamba in avanti, piegandola e lasciando l'altra distesa (posizione virabhadrasana o guerriero I).
Tornate a chaturanga allungando di nuovo le gambe e piegando le braccia respirate e tornate a urdhva mukha svanasana, scivolando con i fianchi, riuscendo ad espandere il petto. Inarcate la schiena guardando il Cielo.
Tornate nel Cane a testa in giù respirate di nuovo.
Dopo aver stabilizzato la postura, tenete la posizione dai 3 ai 5 respiri e muovete nuovamente il bacino, come a creare un’onda che vi spinge in avanti, chiudete le anche, e con un saltino o portando entrambe le gambe in avanti tornate con i piedi all’altezza delle mani. Respirate e  avvicinate la testa ai piedi, guardando verso l’ombelico, poi guardate in avanti e distendete la colonna, petto aperto, ascoltate come si muove il bacino.
Respirate di nuovo e alzate le braccia in alto (urdhva hastasana).
Infine unite le mani davanti al petto (tadasana).  

Ora analizziamo come eseguire il Saluto al Sole adattandolo in base alla vostra caratteristica di appartenenza per rendere la pratica sempre più personalizzata.

Ognuna delle versioni del s. al S. ha ovviamente elementi in comune e piccole differenze di esecuzione, ma ciò che unisce tutte le versioni del Saluto al Sole è il movimento del bacino e gli input corretti che bisogna dare al corpo sulla base della propria caratteristica di appartenenza.
Nell'articoloL'importanza di trovare la propria respirazione nello Yoga, vi ho parlato dell’importanza di individuare la propria caratteristica di appartenenza Cielo o Terra per una pratica che potesse modellarsi su di voi.
Nell'esecuzione del Saluto al Sole, se la vostra caratteristica di appartenenza è Cielo, dovrete iniziare la sequenza inspirando e sincronizzando il movimento con ogni fase del respiro. Nell’approccio iniziale ad ogni movimento è importante che portiate sempre l’attenzione al vostro bacino, che sarà il fulcro del vostro movimento, pensate che qualunque parte del corpo si muove grazie al movimento del bacino. Da esso nascono i movimenti e in esso convogliano tutti i muscoli del corpo. Se un braccio si muove lo fa come riflesso automatico al movimento del bacino.

Non vi sembra possibile?
Sollevate un braccio lentamente, ascoltando il movimento, cosa accade?  
Non è forse vero che il braccio non si solleva in maniera indipendente ma, percepite anche la distensione dei muscoli laterali dell’addome, collegati al bacino?!  
Ed è proprio il movimento del bacino che vi fa sollevare il braccio. Inoltre sulla base della vostra caratteristica, se foste Cielo l'impulso iniziale al movimento del braccio, quindi la parte del braccio che guida il suo spostamento sarebbe la mano, le dita. Mentre se foste Terra l’impulso al movimento sarebbe dato dalla spalla.  
Fateci caso, nel sollevare il braccio siete guidati dalla mano o dalla spalla?

Questa differenza nel movimento avviene anche nella sequenza del S. al S.
Se la vostra caratteristica di appartenenza è Cielo, dovrete iniziare la sequenza inspirando e sincronizzando il movimento con ogni fase del respiro. L’impulso al movimento sarà dato dalla testa, la testa dará il via al movimento del bacino che trascinerà con sé tutte le altre parti del corpo al movimento.
La testa indica, il bacino esegue, il resto del corpo segue!

Se invece la vostra caratteristica di appartenenza è Terra, dovrete iniziare la sequenza espirando e sincronizzando il movimento con ogni fase del respiro. L’impulso al movimento sarà dato dalle gambe, le gambe e i piedi daranno il via al movimento del bacino che trascinerà con sé tutte le altre parti del corpo al movimento.
Le gambe indicano, il bacino esegue, il resto del corpo segue!

Questa differenza può sembrare banale, ma risulta fondamentale per rendere la sequenza più semplice nell’esecuzione e più fluida nel respiro. Inoltre partire con la fase respiratoria(inspirazione o espirazione) che rappresenta il proprio punto di forza (volete sapere quale delle due fasi, inspirazione o espirazione rappresentano il vostro punto di forza? cliccate qui per leggere l’articolo) contribuisce a tenere la sincronia respiro-movimento, ma anche a tenere il ritmo costante, il battito controllato e a gestire la fatica. Il corpo resterá morbido e ciò vi premetterá di trovare quel flow, quel flusso che vi farà entrare nello stato meditativo, (cos’è lo stato meditativo? nuovo articolo coming soon!) migliorando la vostra concentrazione e centratura.  

Se durante l’esecuzione del Saluto al Sole, qualunque sia la versione che praticate, riuscirete ad agganciare il flow vi sembrerà di muovervi come se non fosse la vostra volontà a guidare il corpo. Questo flusso esterno e interno condurrà il corpo attraverso il respiro al movimento indipendente e una volta entrati in stato meditativo vi sembrerà di osservare il corpo muoversi, come se aveste la capacità di vedervi dall’esterno.  
È ciò che accade nella fase REM, quando siete in quello stato di dormiveglia a metà tra il piano fisico e il piano astrale. Non vi è mai successo di muovervi nella stanza, di vedere gli oggetti presenti ma di non percepire il corpo, solo il movimento? Vi sentite leggeri, fluttuanti, fino a rendervi conto, svegliandovi, che per quanto fosse vivida la sensazione non era reale.   

Un'altra indicazione da tenere presente durante l’esecuzione della sequenza e quella di ascoltare non solo il respiro, ma di fare in modo che sia esso stesso a guidare il movimento, non il corpo, ma il suono e il ritmo del respiro. Sentite ogni soffio e fatevi guidare, spostatevi ascoltando l’aria che trasportate, lo spazio che occupate con i piedi, con le mani, con ogni parte del corpo. Ascoltate la sensazione del movimento, cosa sentite, cosa provate, fissatela nella testa, visualizzate il corpo mentre si muove. Contribuirá ad agganciare il flusso.  


Le indicazioni che vi ho fornito vi permettono di lavorare a 360 gradi sul piano fisico, emotivo e mentale per capire davvero cos’è lo Yoga. Quali sono le sue potenzialità, come può essere applicato nel vostro quotidiano, come può farvi crescere e aiutarvi a trovare le risposte alle vostre domande.  
Diversamente resta un buon allenamento fisico, ma né più né meno di una mera ginnastica!

Chidetevi: “Cosa cerco io nella pratica Yoga”?

Per domande e approfondimenti potete scrivere a: apakelieyoga@gmail.com


Follow us on
Torna ai contenuti