SALUTO AL SOLE E VARIANTI SPIEGATE PASSO PASSO (prima parte)

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SALUTO AL SOLE E VARIANTI SPIEGATE PASSO PASSO (prima parte)

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Pubblicato da Roberta Truppi in Yoga · 12 Settembre 2022
Tags: yoga;praticayoga;salutoalsole;vinyasa;yogadinamico;

SALUTO AL SOLE E VARIANTI SPIEGATE PASSO PASSO
(first part)

Tra le pratiche più comuni e diffuse, anche nell’immaginario popolare, legate alla pratica Yoga, dopo la posizione dell’ Albero(Vrksasana) c’è sicuramente la sequenza del Saluto al Sole.  

Storicamente, la sequenza di posizioni ora conosciuta come Surya Namaskar potrebbe essersi sviluppata da un'antica pratica eseguita all'alba per onorare Surya, il Sole in Sanscrito, come fonte di energia e luce nel mondo. Tuttavia, è stato impossibile trovare alcun riferimento negli antichi testi yoga (come il Gueranda-samjita o l'Hatha-ioga-pradípika).

C'è un Sūria namaskār mantra (preghiera di riverenza al dio Sole), con dodici mantra e dodici bīya ("semi", sillabe mistiche che danno origine a preghiere), ma non ha alcun riferimento ad alcun āsana.

È noto anche un Sūria namaskār vidhi (precetti sugli omaggi al dio-sole), ma non ha alcun riferimento ad alcun āsana.

Si ritiene pertanto che il S. al S. sia sorto negli anni '20,quando il Rajah di Aundh introdusse una serie di saluti al sole nelle scuole del suo piccolo regno (ora parte dello stato del Maharashtra) basati sugli esercizi di viaia dei praticanti indiani di Arti Marziali. Poi pubblicò un piccolo libro in cui esortava tutti gli uomini, donne e bambini ad adottare questa pratica per il bene della loro salute fisica e spirituale.

Swami Sivananda è stato il primo a includere il Saluto al Sole nelle pratiche degli asana del suo ashram a Rishikesh e il suo discepolo Swami Vishnudevananda è stato colui che lo ha diffuso negli Stati Uniti e in Canada, soprattutto negli anni '70.
Krishnamacharya e in seguito il suo discepolo Pattabhi Jois hanno fatto di questa pratica la loro base per creare uno yoga ginnico(Ashtanga Yoga)in sei serie in stile Maharastra influenzato dalla ginnastica svedese e dal mallakhamb(sport acrobatico indiano) mentre André Van Lysebeth, uno studente di entrambi, ha reso popolare il Saluto al Sole in Europa.

Questo è il motivo per cui del S. al S. esistono diverse versioni. Oggi, la maggior parte degli studenti di yoga impara alcune versioni di questa pratica non appena iniziano le lezioni (in alcuni casi, con mantra che accompagnano il movimento). Sebbene non esista un modo definitivo per eseguire questa pratica, generalmente comporta una sequenza di dodici posizioni tra cui:  
Una posizione in piedi simmetrica (tadasana), alzare le braccia, chinarsi per toccare il suolo, un affondo (Hanumanasana), l'asana V -forma comunemente chiamata cane a faccia in giù(sebbene abbia anche altri nomi), una posizione verso il basso che porta a un sollevamento del torace, Cane a faccia in su, o Cobra, di nuovo cane a faccia in giù, un altro affondo (Hanumanasana), tornare in avanti per toccare il pavimento in un piegamento in avanti, sollevare le braccia e tornare alla posizione eretta iniziale. Durante ogni ciclo della serie, ci si muove prima all'indietro e poi in avanti.

In questo articolo cercherò di fare un po 'di chiarezza e spiegare le varianti e le loro esecuzioni.  

Innanzitutto dobbiamo precisare che  il Saluto al Sole è composto da 12 posture che si susseguono l’una all’altra in un ritmo continuo dettato dal respiro.  Questa sincronia di respiro e movimento viene identificata con la parola sanscrita Vinyasa. Il ritmo dell’esecuzione può essere continuo, come accade nel Saluto al Sole classico dell’ Hatha yoga, o può avere un ritmo in accelerazione come nel S. al S. più dinamico dell’Ashtanga Yoga.  
Qualunque sia la versione che scegliete di praticare, ciò che risulta fondamentale per una corretta esecuzione e per semplificare l’esecuzione stessa è il movimento del bacino!  

Esistono 3 varianti del S. al S., la versione definita tradizionale è quella dell’Hatha Yoga, (CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO DEL SALUTO AL SOLE TRADIZIONALE)
in cui il ritmo è continuo, si inizia in piedi con le mani lungo i fianchi, prendendo coscienza del proprio corpo, percependo il respiro e distribuendo i pesi in maniera omogenea nel corpo. Con gli occhi chiusi ascoltate il peso nelle gambe, nei piedi, sentite tutto il corpo e cercate una stabilità, non dovete sentirvi oscillare. Poi aprite gli occhi ed entrate in Pranamasana o posizione di preghiera. Dalla posizione di Tadasana o Samasthiti, posizione eretta,  unite le mani davanti al cuore, respirando consapevolmente.
Urdhva hastasana o saluto verso l'alto. Inspirate se siete Cielo, espirate se siete Terra (se non sapete a quale caratteristica appartenete potete leggere l’articolo) tendete le braccia al cielo, guardando verso l'alto e portate i palmi leggermente all'indietro inclinando un pò la schiena.
Uttanasana. Ora continuando con la respirazione,  ascoltando il movimento del bacino, portate le anche in anteroversione e piegatevi in avanti e mettete le mani vicino ai vostri piedi.
Ashwa sanchalanasana o anjaneyasana (posizione della luna crescente). Seguite sincronizzando respiro e movimento, portate indietro la gamba destra, spostate ora il bacino in retroversione e appoggiate il ginocchio a terra e guardate in alto, il ginocchio della gamba sinistra è piegato a formare un angolo di 90 gradi. Potete anche portare le mani in alto e unire i palmi delle mani in preghiera sopra la testa inarcando leggermente il busto.


Chaturanga dandasana. Continuate con il respiro, riportate indietro l'altra gamba e  
Ashtanga namaskara(posizione degli otto punti) poggiando le ginocchia, abbassatevi verso la Terra e toccate con  il petto e il mento, mentre i gomiti vicini al corpo e i glutei puntano verso il Cielo.
Posizione degli otto punti, perché con otto parti del corpo toccate la Terra. (Con i piedi, con le ginocchia, con le mani, con il petto, con il mento.)
Bhujangasana o Urdhva Mukha Svanasana. Respirate, fate scorrere i fianchi in avanti e, spingendo con il bacino, sollevatevi e piegatevi all'indietro, guardando in alto, nella posizione del cobra o del cane rivolto verso l'alto.
Adho mukha svanasana o cane a testa in giù. Respirate, portate il bacino in retroversione e spingendo con le anche, chiudete il petto e sollevatevi formando una V rovesciata portando la testa tra le braccia con le orecchie in linea.
Ashwa sanchalanasana o anjaneyasana. Seguite il respiro in sequenza in base a come avete iniziato. Ora mettete il piede destro tra le mani e ripetete la posizione come avete fatto in precedenza.
Uttanasana. Respirate e portate il piede sinistro vicino al destro, avvicinando il viso alle ginocchia.
Urdhva hastasana. Respirate e alzate gli occhi e le braccia unendo i palmi verso il Cielo.
Pranamasana, tadasana o posa della montagna. Infine, respirate abbassando le braccia e portandole al centro del petto.

Versione più dinamica dell Ashtanga Yoga: Saluto al Sole A (CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO DEL SALUTO A)

In cui il ritmo è in accelerazione, il respiro è più potente, si esegue un pranayama chiamato Ujjayi, (si inspira portando la glottide verso l’interno a creare un avvallamento e si riempie l’addome, poi ri riporta la glottide in posizione neutra e si comprime l’addome.) Si inizia in piedi con le mani lungo i fianchi, prendendo coscienza del proprio corpo, percependo il respiro e distribuendo i pesi in maniera omogenea nel corpo. Con gli occhi chiusi ascoltate il peso nelle gambe, nei piedi, sentite tutto il corpo e cercate una stabilità, non dovete sentirvi oscillare. Poi aprite gli occhi ed entrate Tadasana. In piedi con i piedi uniti o alla larghezza dei fianchi. Piedi, gambe, braccia e mani attivi.  Inspirate se siete Cielo, espirate se siete Terra.
Urdhva Hastasana: alzate le braccia sopra la testa ed estendete la parte superiore della schiena, aprendo il petto e osservate lo spazio tra le mani.  
Uttanasana: flessione con il corpo in avanti a partire dal movimento del bacino. Portate il naso alle ginocchia, i glutei verso l’alto e le mani ai lati dei piedi. Piegate le ginocchia se necessario. Respirate.
Urdhva Uttanasana – Guardate in avanti e portate la schiena parallela al suolo. continuate a respirare.
Chaturanga: postura della tavola o piano inclinato. Portate indietro entrambe le gambe e lasciate tutto il corpo in linea, portate il bacino in retroversione, petto chiuso braccia perpendicolari al pavimento e adesso utilizzando la spinta delle anche scivolate in avanti piegando i gomiti a novanta gradi, verso l'interno, vicini al corpo.  
Entrate nel cane a faccia in su.
Adho Mukha Svanasana: posa del cane a testa in giù. Disegnate una V rovesciata con il tuo corpo. Volete allungare la schiena. Piegate le ginocchia se necessario. Respirate e rimanete nella posizione da tre (se sei un principiante) a cinque respiri.
Tornate indietro con le stesse posizioni; Urdhva Uttanasana, uttanasana, urdhvahastasana e tadasana.

Per scoprire qual è la terza versione del Saluto al Sole e il segreto di una corretta esecuzione, seguitemi, nei prossimi giorni pubblicheremo la seconda parte dell’articolo!

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