LO YOGA E GLI STILI: FACCIAMO CHIAREZZA

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LO YOGA E GLI STILI: FACCIAMO CHIAREZZA

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LO YOGA E GLI STILI: FACCIAMO CHIAREZZA
Una domanda che mi viene rivolta spesso, dai più esperti, alla risposta “insegno yoga” e’:  “che stile insegni?” Bene! Vi dò una notizia, nello Yoga non esistono gli stili! Gli stili sono solo una convenzione occidentale per gli occidentali!  
Per essere più chiari facciamo l'esempio della cucina orientale, o straniera in generale, sapori, ingredienti e preparazioni risultano differenti dalla cucina italiana, per tanto quasi tutti i ristoranti adattano, chi più chi meno, la cucina tradizionale per renderla maggiormente apprezzabile ad un palato non abituato. Con la pratica dello Yoga è avvenuto esattamente lo stesso, i grandi Maestri quando hanno ricevuto il compito di diffondere lo Yoga nel mondo occidentale hanno anche dovuto adattarlo a quello che erano le abitudini, la cultura e il modo di pensare e agire di un occidentale. Ed ecco che hanno creato gli stili per far si che fossero più appetibili e facilmente fruibili ad un pubblico differente. Tutto ciò è assolutamente normale e non è da condannare, altrimenti questa meravigliosa disciplina non avrebbe avuto seguito. Pertanto non esiste uno stile migliore e uno peggiore ma tutti si basano sugli stessi principi universali. Il principi fisici, principi tecnici, di respirazione e di movimento.  
Il mio Maestro non mi ha insegnato il suo stile o uno stile, vi faccio una rivelazione, il mio Maestro era un insegnante di Arti Marziali! SBAM!   
Lui non mi ha fatto lavorare solo sul respiro, piuttosto che solo sullo statico, sul dinamico o sulla meditazione. Nulla di tutto ciò e tutto ciò insieme!
Lui mi ha insegnato i principi, e quelli sono universali, uguali per tutti, che tu faccia yoga, arti marziali o corsa, tutti respiriamo, ci muoviamo o stiamo fermi.
Se lo Yoga è unione, allora si lavora sul respiro, sulla parte meditativa, sulla parte statica e sulla parte dinamica insieme. Non ci sono stili Yin e stili Yang, Terra e Cielo, ma Terra e Cielo sono due opposti e come tali per contribuire all’equilibrio, alla completezza e all’unione, appunto, devono essere allenati insieme, si ho usato la parola “allenamento”, lo Yoga è una disciplina in quanto va eseguita con costanza e impegno, quindi va allenata. Il mio Maestro  si riferiva alla mia pratica quotidiana con l’espressione “I tuoi allenamenti quotidiani “. Lo Yoga prepara e allena ad un approccio differente alla vita di tutti i giorni. In conclusione Yoga è tutto, statico, dinamico, respiro, meditazione.
Due parole sul mio percorso: ho iniziato a praticare quando ero solo una ragazzina di 12 anni che ripeteva le figure viste su un giornaletto a fumetti, poi un’adolescente che calmava la sua ansia e migliorava la sua attenzione prima di un compito in classe, un’interrogazione e da adulta un esame universitario.  
All’inizio non sapevo cosa stessi facendo, era solo il modo più naturale per me di esprimermi, di ascoltarmi e aiutarmi nelle scelte da fare. Poi ho iniziato a comprendere quando ho visto che questa naturalità formava parte di una disciplina ben più complessa e articolata.
Negli anni ho imparato che ciò che viene naturale è già insito in voi, è parte di voi già da tempo, probabilmente retaggi di altre vite, pertanto rappresenta la vostra forma di essere. Se la vostra forma di essere, vivere, concepire e agire nella vita è yogica, non imparate lo yoga, voi siete lo yoga. Siete uno yogi e vedrete il mondo sempre attraverso quegli occhi, se la vostra forma è guerriera vedrete sempre il mondo come un campo di battaglia, fatto di sfide, strategie, combattimenti, sconfitte e vittorie, se la vostra forma è artistica vedrete il mondo come una tela da dipingere o una pietra da scolpire, disegnare, inventare, creare, se la vostra forma è musicale allora concepirete il mondo come un insieme di suoni, spartiti, note etc.  
Non vi è del tutto chiaro? Pensate al punto di vista, da quale prospettiva guardate il mondo e cercate di capire qual è per voi l’approccio più naturale.

Per rendere ancora più chiaro il concetto riguardo all’insegnamento dei principi universali e non degli stili vi dirò che quando iniziai il mio cammino nel mondo dello Yoga, il mio Maestro  per prima cosa mi fece allenare per fortificare e forgiare il corpo, un po' gracile ed esile, attraverso esercizi applicabili nella vita quotidiana. Facevo camminate di 30 km, andata e ritorno, cercando di tenere sempre lo stesso ritmo nel passo, guardando l’orizzonte e ascoltando come distribuivo il peso del mio corpo e come cambiava, se cambiava, il mio respiro. Dovevo distribuire il peso in maniera omogenea su tutto il corpo e gestire respiro e movimento in sincrono. Alle volte portavo anche uno zaino con dei pesi all’interno, rendeva più difficile la gestione del peso e del respiro ma in questo modo ero obbligata a farlo per poter ridurre la fatica. Tutto ciò aveva lo scopo, non di soddisfare il sadismo del mio Maestro, ma di abituarmi ad ascoltare e gestire il corpo nel quotidiano, attraverso qualcosa che facciamo tutti, più volte al giorno e in maniera del tutto automatica. Il mio Maestro sosteneva che prima di applicare qualunque principio nello Yoga bisognasse impararlo nella quotidianità, questo perché sarebbe risultato più  semplice e più rapido da apprendere, per tanto portarlo nello Yoga sarebbe stato un gioco da ragazzi! Imparare lo Yoga attraverso l’apprendimento di concetti universali per poi applicarli alle asana permette di apprendere qualunque tipo di disciplina in una maniera personalizzata e maggiormente approfondita e dona anche una conoscenza maggiormente interiorizzata. Questa metodologia è la base del mio insegnamento.
Con queste premesse non voglio dire che se siete particolarmente legati ad uno “stile” non dobbiate più praticarlo, ad esempio se siete appassionati di Ashtanga o di Hatha Yoga, dobbiate cambiare, semplicemente ora avete maggior chiarezza e ciò vi porterà ad esempio a provare altri “stili” e ad integrarli con quello che più vi appassiona, per avere quindi una visione più completa dello Yoga. (clicca qui per avere una visione ciompleta dello Yoga). Se invece volete avvicinarvi allo Yoga e non sapete quale “stile” può essere più adatto a voi, ora sapete che non esiste uno “stile” più adatto, perciò sperimentate più approcci e poi scegliete quello che maggiormente sentite vicino alle vostre corde!
Buona ricerca e buona pratica!


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